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Market recap
Mercati prudenti tra tassi di interesse, petrolio e segnali macro europei
Un inizio settimana dominato ancora dal Golfo I mercati finanziari hanno aperto la settimana con un equilibrio fragile: da un lato la possibilità di una tregua nello Stretto di Hormuz ha sostenuto il recupero degli asset rischiosi, dall’altro gli scontri tra Stati Uniti e Iran hanno continuato a mantenere alta la tensione sul prezzo del petrolio e sulle aspettative di inflazione. Dopo gli attacchi reciproci degli ultimi giorni, Washington e Teheran si stanno muovendo verso nu
3 giorni fa
Mercati tra dollaro forte, petrolio in ritirata e crepe nell’AI
La settimana cambia baricentro: meno guerra, più crescita La seconda parte della settimana ha spostato il baricentro dei mercati. Il rischio geopolitico non è sparito: l’Iran ha rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz, una nave commerciale è stata colpita e gli Stati Uniti hanno risposto attaccando installazioni missilistiche, depositi di droni e radar costieri iraniani. Però il mercato non ha più prezzato lo scenario peggiore di blocco totale dell’energia. Ha inizia
6 giorni fa
Hormuz si riapre a metà: petrolio in calo mentre l’AI pesa sui listini
Geopolitica: lo Stretto non è più solo una minaccia teorica L’inizio settimana ha messo i mercati davanti a un equilibrio fragile: meno panico sul petrolio, ma più nervosismo sulle azioni. Nel weekend l’Iran ha annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, accusando Israele di aver violato il cessate il fuoco in Libano. La notizia avrebbe potuto generare uno shock immediato sul greggio, perché da Hormuz passa circa il 20% del flusso mondiale di petrolio e GNL. Eppure
23 giu
Fed, tassi e petrolio: il sollievo dei mercati resta condizionato
Una settimana chiusa tra due forze opposte La seconda parte della settimana ha riportato i mercati dentro una dinamica molto chiara: da un lato il sollievo geopolitico, dall’altro il ritorno del rischio tassi. L’accordo tra Stati Uniti e Iran ha riaperto almeno in parte lo Stretto di Hormuz e ha ridotto la pressione immediata sul petrolio; allo stesso tempo, però, Fed e Bank of England hanno ricordato agli investitori che l’inflazione non è ancora un capitolo chiuso. Il risul
19 giu
Mercati in recupero, ma la pace resta tutta da verificare
Il mercato anticipa, la geopolitica rincorre L’inizio di settimana sui mercati finanziari si è aperto con un movimento molto netto: gli investitori hanno iniziato a prezzare una riduzione del rischio geopolitico in Medio Oriente prima ancora che la normalizzazione fosse realmente visibile nei flussi commerciali. La notizia centrale è stata l’intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran, mediata anche dal Pakistan, con una firma formale attesa per il 19 giugno in Svizzera. Il pun
16 giu
Mercati tra possibile accordo Usa-Iran, inflazione, crescita, e SpaceX
Dalla paura geopolitica al sollievo tattico La seconda parte della settimana ha raccontato bene la fase che stanno attraversando i mercati finanziari: non una vera tranquillità, ma una continua alternanza tra shock e sollievo. Il centro della scena è rimasto il Medio Oriente, con l’Iran che ha colpito basi statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania in risposta agli attacchi americani nell’area dello Stretto di Hormuz, e con gli Stati Uniti che hanno successivamente lanciato
13 giu
Mercati tra tregue fragili, tassi elevati e Risiko bancario italiano
Il sollievo del petrolio non basta più L’inizio di settimana sui mercati finanziari ha raccontato una storia meno lineare di quanto potesse sembrare a prima vista. Di solito, quando il petrolio scende con forza, gli investitori leggono il movimento come un sollievo: meno pressione sui costi energetici, meno inflazione importata, più spazio per le banche centrali. Questa volta, invece, il calo del greggio non è bastato a riportare stabilmente appetito per il rischio. Il Brent
9 giu
Mercati tra Golfo Persico, lavoro USA e IA: la settimana cambia tono
Il rischio geopolitico torna a guidare i listini Nella seconda parte della settimana i mercati finanziari hanno cambiato registro. Dopo giorni dominati dall’idea che l’economia americana potesse rallentare abbastanza da ammorbidire la Fed, venerdì 5 giugno 2026 è arrivato un messaggio diverso: il lavoro USA resta solido, i rendimenti risalgono, il dollaro si rafforza e gli asset più sensibili ai tassi — tecnologia, oro e obbligazioni — tornano sotto pressione. Il quadro geopo
5 giu
Mercati sospesi tra AI, Hormuz e Cina: l’inizio settimana racconta un mondo in equilibrio instabile
La settimana parte con due forze opposte L’inizio settimana dei mercati finanziari è stato dominato da una tensione molto chiara: da una parte l’ottimismo sull’intelligenza artificiale, dall’altra il rischio geopolitico in Medio Oriente. Wall Street è rimasta sostenuta, con S&P 500 e Nasdaq reduci da 8 chiusure record consecutive, mentre in Europa lo STOXX 600 è salito dello 0,9% a 627,06 punti, trainato dal settore tecnologico in rialzo del 2,6%. STMicroelectronics, in parti
2 giu
Mercati tra record USA, petrolio e tregua: Wall Street sale ai massimi, l’Europa resta esposta all’energia
Il petrolio resta il barometro del rischio La seconda parte della settimana ha avuto un centro di gravità molto chiaro: lo Stretto di Hormuz. Ogni movimento dei mercati, dalle borse europee ai rendimenti obbligazionari, è stato letto attraverso una sola domanda: il flusso energetico dal Golfo Persico tornerà davvero alla normalità? Il segnale più forte è arrivato da Fujairah, hub energetico chiave degli Emirati Arabi Uniti: le scorte di prodotti petroliferi sono scese a circa
30 mag
Mercati sospesi tra Hormuz e record: l’ottimismo corre, ma la geopolitica resta al volante
Il weekend che ha cambiato il tono dei mercati L’inizio settimana dei mercati finanziari è stato dominato da una sola variabile: lo Stretto di Hormuz. Dopo settimane in cui petrolio, tassi e borse hanno vissuto al ritmo della guerra in Medio Oriente, tra sabato e lunedì gli investitori hanno iniziato a prezzare uno scenario più favorevole: un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per riaprire il passaggio marittimo più sensibile per l’energia globale. Donald Trump ha lasci
27 mag
Mercati tra Nvidia e diplomazia: la settimana si chiude meglio di come era iniziata
Asia debole, il mercato aspetta il verdetto dell’AI La seconda parte della settimana è iniziata con un segnale prudente dall’Asia. L’indice MSCI Asia-Pacifico ex Giappone è sceso dello 0,7% mercoledì, registrando la quarta seduta consecutiva in ribasso, mentre il Nikkei giapponese ha perso 1,5%, alla sua quinta flessione di fila. Il messaggio era chiaro: prima dei risultati di Nvidia, il mercato non voleva esporsi troppo. Il problema non era solo tecnologico, ma anche macroec
23 mag
Mercati sospesi tra diplomazia e petrolio: il Golfo resta il vero ago della bilancia
Il weekend che ha riacceso il premio al rischio L’inizio settimana dei mercati finanziari si è aperto con una sensazione precisa: la diplomazia esiste ancora, ma il rischio geopolitico non è affatto rientrato. Nel Golfo, gli scontri legati all’Iran hanno continuato a colpire il cuore energetico e finanziario della regione. Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che droni hanno preso di mira l’area vicina alla centrale nucleare di Barakah, mentre l’Arabia Saudita ha comunica
19 mag
Mercati tra record, petrolio e geopolitica: quando la crescita non basta più
Una settimana chiusa con più domande che risposte La seconda parte della settimana ha riportato i mercati finanziari davanti a un equilibrio fragile: da un lato, dati macroeconomici ancora capaci di sorprendere positivamente; dall’altro, il ritorno simultaneo di tre pressioni molto concrete, cioè petrolio alto, rendimenti obbligazionari in salita e rischio geopolitico nello Stretto di Hormuz. Il risultato è stato un movimento tipico delle fasi mature di mercato: gli indici re
16 mag
Mercati tra Hormuz, inflazione e tassi: quando la geopolitica torna a comandare i prezzi
Un weekend in cui il rischio non si è spento L’inizio settimana dei mercati finanziari si è aperto con una sensazione precisa: la geopolitica non è più soltanto uno sfondo, ma una variabile che entra direttamente nei prezzi di petrolio, obbligazioni, valute e azioni. Tra venerdì e il weekend, il punto più delicato è arrivato dal Golfo Persico: secondo una valutazione della CIA riportata da Reuters, l’Iran potrebbe resistere a un blocco navale statunitense per circa 4 mesi pri
13 mag
Mercati da record, petrolio sopra 100 dollari e diplomazia sospesa sullo Stretto di Hormuz
La settimana finisce con un mercato che compra tecnologia e speranza La seconda parte della settimana ha mostrato un mercato finanziario ancora disposto a guardare oltre il rumore geopolitico, ma non a ignorarlo. Da una parte, Wall Street ha aggiornato i massimi storici, l’Asia ha continuato a correre grazie ai semiconduttori e il FTSE MIB ha toccato nuovi record. Dall’altra, lo Stretto di Hormuz è rimasto il centro nervoso del rischio globale: gli Stati Uniti e l’Iran hanno
9 mag
Mercati tra dazi, Hormuz e utili: il rischio politico non ferma ancora Wall Street
Il weekend in cui la politica è tornata a muovere i prezzi Il weekend tra il 2 e il 3 maggio ha rimesso al centro dei mercati una combinazione difficile da gestire: guerra commerciale, rischio energetico e diplomazia militare. Donald Trump ha confermato l’intenzione di portare al 25% i dazi sulle auto e sui camion europei, rispetto al precedente accordo che prevedeva una soglia complessiva intorno al 15%. Per Bruxelles è un passaggio politicamente pesante: la Commissione ha r
5 mag
Mercati tra nuovi record, petrolio e Fed: Wall Street compra utili, l’economia compra tempo
Tre giorni in cui il mercato ha scelto di guardare oltre il rischio Tra mercoledì 29, giovedì 30 aprile e venerdì 1 maggio, i mercati finanziari hanno vissuto una sequenza quasi simbolica: da una parte la guerra USA-Iran, il petrolio sopra area 100 dollari, l’inflazione europea in risalita e la Fed ancora bloccata; dall’altra Wall Street capace di aggiornare i massimi storici, sostenuta dagli utili societari e dalla forza del settore tecnologico. È stata una settimana in cui
1 mag
Hormuz, petrolio e tassi fermi: il mercato compra gli utili USA, ma resta ostaggio della geopolitica
Un weekend in cui la diplomazia ha contato più dei bilanci Tra il weekend e le sedute di lunedì 27 e martedì 28 aprile, i mercati finanziari hanno vissuto una fase apparentemente contraddittoria: Wall Street è arrivata da nuovi massimi, ma sotto la superficie sono tornati a muoversi petrolio, tassi, dollaro e beni rifugio. Il filo conduttore è stato ancora il Medio Oriente. Sabato Trump ha cancellato il viaggio in Pakistan degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kush
28 apr
Europa più debole, USA più resilienti: energia cara e tecnologia da record
Tre giorni in cui il mercato ha comprato speranza, ma prezzato rischio Tra mercoledì 22 e venerdì 24 aprile i mercati finanziari hanno vissuto una delle classiche settimane in cui la direzione apparente degli indici racconta solo metà della storia. Da una parte, Wall Street ha continuato a mostrare forza, con l’S&P 500 e il Nasdaq capaci di chiudere su nuovi massimi storici. Dall’altra, petrolio, valute emergenti, inflazione britannica e tensioni nello Stretto di Hormuz hanno
25 apr
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