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Market recap
Inflazione più morbida, ma la Fed non ha ancora vinto
I mercati hanno ricevuto dagli Stati Uniti segnali apparentemente rassicuranti, ma sotto la superficie è rimasta una tensione evidente. L’inflazione ha rallentato, Wall Street ha trovato nuovo sostegno e le aspettative su un rialzo della Federal Reserve si sono ridotte. Allo stesso tempo, però, il mercato obbligazionario ha continuato a chiedere un premio elevato per finanziare il debito statunitense, mentre Giappone e Medio Oriente hanno aggiunto nuove fonti di volatilità. A
5 giorni fa
Mercati tra USA e Iran, tassi e AI: il rischio geopolitico torna al centro insieme agli utili societari europei
Tra sabato 8 e martedì 11 agosto, i mercati finanziari hanno ritrovato un vecchio motore della volatilità: la geopolitica. Il confronto tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz ha riaperto il premio al rischio sull’energia, mentre gli attacchi nel Bab el-Mandeb hanno ricordato quanto le principali rotte marittime restino vulnerabili. In parallelo, oro e Treasury hanno reagito al ritorno delle tensioni, l’azionario ha perso slancio e l’Europa ha continuato a trovare sost
11 ago
Hormuz, oro e lavoro USA: tre giorni che cambiano il prezzo del rischio
Tra mercoledì 5 e venerdì 7 agosto i mercati finanziari hanno vissuto tre sedute dominate da un equilibrio fragile. Da una parte, la possibilità di una de-escalation tra Stati Uniti e Iran ha ridotto temporaneamente il premio geopolitico sull’energia; dall’altra, lo Stretto di Hormuz è rimasto uno strumento di pressione nelle mani di Teheran. A cambiare definitivamente il tono dei mercati è stato però il mercato del lavoro americano, che venerdì ha riaperto il dibattito sulla
8 ago
Mercati tra sospensione degli attacchi USA, crescita in America ed Europa e rallentamento cinese
Tra sabato 1 e martedì 4 agosto, i mercati hanno vissuto una sequenza emblematica: il rischio geopolitico è rimasto elevato, ma gli investitori hanno reagito soprattutto alla possibilità che la crisi tra Stati Uniti e Iran entrasse in una fase negoziale. Il risultato è stato un rapido trasferimento di capitale dal petrolio verso azioni, metalli e attività sensibili ai tassi, mentre il traffico nello Stretto di Hormuz continuava a mostrare quanto la normalizzazione fosse ancor
4 ago
Fed, petrolio e Big Tech: tre giorni di mercati senza una direzione unica
Tra il 29 e il 31 luglio, i mercati finanziari hanno attraversato una sequenza di shock contrastanti. Prima la Federal Reserve ha deluso chi cercava indicazioni chiare sui tassi; poi le tensioni in Medio Oriente hanno riportato il petrolio sopra una soglia psicologica importante; infine, i risultati delle grandi società tecnologiche hanno trasformato Wall Street in un mercato dominato da movimenti estremi e selettivi. Più che un semplice passaggio dalla paura all’ottimismo, è
1 ago
Tra il petrolio e i chip: il rischio cambia volto
Tra sabato 25 e martedì 28 luglio, i mercati hanno vissuto una rotazione improvvisa del rischio. La sospensione degli attacchi statunitensi contro l’Iran ha ridimensionato il premio geopolitico sul petrolio, ma il sollievo energetico è stato presto oscurato dalla vendita globale dei semiconduttori. L’attenzione si è così spostata dal possibile blocco delle rotte del Golfo alla sostenibilità economica del boom dell’intelligenza artificiale. Il petrolio scende, ma Hormuz resta
28 lug
Bab el Mandeb, dazi USA e inflazione: i mercati tornano a prezzare lo shock geopolitico
Tra mercoledì 22 e venerdì 24 luglio, i mercati finanziari hanno dovuto assorbire una combinazione particolarmente scomoda: nuova escalation militare in Medio Oriente, minacce alle principali rotte energetiche, rendimenti obbligazionari in rialzo e una brusca revisione delle aspettative sulla tecnologia statunitense. Il risultato non è stato un semplice movimento generalizzato di avversione al rischio. Energia, difesa e parte dell’azionario europeo hanno mostrato una relativa
25 lug
Petrolio sopra i 90 dollari: i mercati tra Hormuz, Bab el-Mandeb, tassi e ritorno della tecnologia
Tra sabato 18 e martedì 21 luglio i mercati finanziari hanno dovuto assimilare un nuovo aumento del rischio geopolitico, concentrato sulle principali vie marittime dell’energia mediorientale. La riduzione dei transiti nello Stretto di Hormuz e la minaccia degli Houthi contro Bab el-Mandeb hanno trasformato il petrolio nel principale indicatore della propensione al rischio, condizionando azioni, obbligazioni, metalli e valute. Il doppio rischio sulle rotte del petrolio Il prim
21 lug
Dati macro contrastanti e mercati in correzione: inflazione sotto pressione
Tra il 15 e il 17 luglio 2026 i mercati finanziari hanno cambiato direzione con grande rapidità. Il periodo si è aperto con il sollievo per un’inflazione statunitense più debole del previsto e con trimestrali societarie solide, ma si è chiuso sotto la pressione congiunta della correzione tecnologica e dell’escalation tra Stati Uniti e Iran. Nel giro di poche sedute, l’attenzione si è spostata dalla possibilità di una Federal Reserve più paziente al rischio che il rincaro del
18 lug
Inflazione, dollaro e guerra inasprita: i mercati tra tensioni globali e nuove incertezze
Dall’11 al 14 luglio i mercati finanziari sono stati attraversati da due forze opposte. La nuova escalation tra Stati Uniti e Iran ha riportato al centro lo Stretto di Hormuz, facendo risalire petrolio e aspettative d’inflazione. Allo stesso tempo, il rallentamento dei prezzi al consumo statunitensi e i solidi risultati delle grandi banche hanno permesso agli indici azionari di recuperare parte delle perdite. Il quadro resta però fragile: il sollievo monetario nasce da dati c
14 lug
Mercati tra guerra, petrolio e tecnologia: Europa più in difficoltà rispetto agli Stati Uniti
Tra il 4 e il 10 luglio i mercati finanziari hanno attraversato una settimana a due velocità. Da una parte, la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran ha riacceso il premio per il rischio sul petrolio e riportato l’inflazione al centro delle aspettative sui tassi. Dall’altra, la forza dei titoli tecnologici e dei semiconduttori ha permesso a Wall Street di assorbire gran parte dello shock. Il risultato è stato un mercato poco uniforme: azionario americano resiliente, Europa p
11 lug
Mercati prudenti tra tassi di interesse, petrolio e segnali macro europei
Un inizio settimana dominato ancora dal Golfo I mercati finanziari hanno aperto la settimana con un equilibrio fragile: da un lato la possibilità di una tregua nello Stretto di Hormuz ha sostenuto il recupero degli asset rischiosi, dall’altro gli scontri tra Stati Uniti e Iran hanno continuato a mantenere alta la tensione sul prezzo del petrolio e sulle aspettative di inflazione. Dopo gli attacchi reciproci degli ultimi giorni, Washington e Teheran si stanno muovendo verso nu
30 giu
Mercati tra dollaro forte, petrolio in ritirata e crepe nell’AI
La settimana cambia baricentro: meno guerra, più crescita La seconda parte della settimana ha spostato il baricentro dei mercati. Il rischio geopolitico non è sparito: l’Iran ha rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz, una nave commerciale è stata colpita e gli Stati Uniti hanno risposto attaccando installazioni missilistiche, depositi di droni e radar costieri iraniani. Però il mercato non ha più prezzato lo scenario peggiore di blocco totale dell’energia. Ha inizia
27 giu
Hormuz si riapre a metà: petrolio in calo mentre l’AI pesa sui listini
Geopolitica: lo Stretto non è più solo una minaccia teorica L’inizio settimana ha messo i mercati davanti a un equilibrio fragile: meno panico sul petrolio, ma più nervosismo sulle azioni. Nel weekend l’Iran ha annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, accusando Israele di aver violato il cessate il fuoco in Libano. La notizia avrebbe potuto generare uno shock immediato sul greggio, perché da Hormuz passa circa il 20% del flusso mondiale di petrolio e GNL. Eppure
23 giu
Fed, tassi e petrolio: il sollievo dei mercati resta condizionato
Una settimana chiusa tra due forze opposte La seconda parte della settimana ha riportato i mercati dentro una dinamica molto chiara: da un lato il sollievo geopolitico, dall’altro il ritorno del rischio tassi. L’accordo tra Stati Uniti e Iran ha riaperto almeno in parte lo Stretto di Hormuz e ha ridotto la pressione immediata sul petrolio; allo stesso tempo, però, Fed e Bank of England hanno ricordato agli investitori che l’inflazione non è ancora un capitolo chiuso. Il risul
19 giu
Mercati in recupero, ma la pace resta tutta da verificare
Il mercato anticipa, la geopolitica rincorre L’inizio di settimana sui mercati finanziari si è aperto con un movimento molto netto: gli investitori hanno iniziato a prezzare una riduzione del rischio geopolitico in Medio Oriente prima ancora che la normalizzazione fosse realmente visibile nei flussi commerciali. La notizia centrale è stata l’intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran, mediata anche dal Pakistan, con una firma formale attesa per il 19 giugno in Svizzera. Il pun
16 giu
Mercati tra possibile accordo Usa-Iran, inflazione, crescita, e SpaceX
Dalla paura geopolitica al sollievo tattico La seconda parte della settimana ha raccontato bene la fase che stanno attraversando i mercati finanziari: non una vera tranquillità, ma una continua alternanza tra shock e sollievo. Il centro della scena è rimasto il Medio Oriente, con l’Iran che ha colpito basi statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania in risposta agli attacchi americani nell’area dello Stretto di Hormuz, e con gli Stati Uniti che hanno successivamente lanciato
13 giu
Mercati tra tregue fragili, tassi elevati e Risiko bancario italiano
Il sollievo del petrolio non basta più L’inizio di settimana sui mercati finanziari ha raccontato una storia meno lineare di quanto potesse sembrare a prima vista. Di solito, quando il petrolio scende con forza, gli investitori leggono il movimento come un sollievo: meno pressione sui costi energetici, meno inflazione importata, più spazio per le banche centrali. Questa volta, invece, il calo del greggio non è bastato a riportare stabilmente appetito per il rischio. Il Brent
9 giu
Mercati tra Golfo Persico, lavoro USA e IA: la settimana cambia tono
Il rischio geopolitico torna a guidare i listini Nella seconda parte della settimana i mercati finanziari hanno cambiato registro. Dopo giorni dominati dall’idea che l’economia americana potesse rallentare abbastanza da ammorbidire la Fed, venerdì 5 giugno 2026 è arrivato un messaggio diverso: il lavoro USA resta solido, i rendimenti risalgono, il dollaro si rafforza e gli asset più sensibili ai tassi — tecnologia, oro e obbligazioni — tornano sotto pressione. Il quadro geopo
5 giu
Mercati sospesi tra AI, Hormuz e Cina: l’inizio settimana racconta un mondo in equilibrio instabile
La settimana parte con due forze opposte L’inizio settimana dei mercati finanziari è stato dominato da una tensione molto chiara: da una parte l’ottimismo sull’intelligenza artificiale, dall’altra il rischio geopolitico in Medio Oriente. Wall Street è rimasta sostenuta, con S&P 500 e Nasdaq reduci da 8 chiusure record consecutive, mentre in Europa lo STOXX 600 è salito dello 0,9% a 627,06 punti, trainato dal settore tecnologico in rialzo del 2,6%. STMicroelectronics, in parti
2 giu
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