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Settimana chiave per i mercati: inflazione USA, lavoro e crescita globale sotto osservazione

  • rizziandrea4
  • 11 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

La settimana si preannuncia decisiva per i mercati finanziari globali, con una serie di indicatori macroeconomici di primo piano in grado di influenzare le aspettative su inflazione, crescita e politica monetaria. L’attenzione degli investitori sarà concentrata in particolare sugli Stati Uniti, dove i dati sui prezzi al consumo e sul mercato del lavoro offriranno indicazioni cruciali sulla traiettoria futura dei tassi di interesse, mentre Europa, Regno Unito e Cina forniranno aggiornamenti rilevanti sullo stato della crescita globale.

 

Inflazione USA e mercato del lavoro al centro dell’attenzione

 

Il primo appuntamento di rilievo arriverà dagli Stati Uniti con la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo, atteso in rallentamento rispetto al precedente incremento annuo del 2,7%, mentre la componente core aveva registrato un aumento del 2,6%. Su base mensile, i prezzi erano cresciuti dello 0,3%, segnalando una dinamica ancora moderata ma compatibile con un’inflazione superiore al target della Federal Reserve. Questi dati rappresentano uno dei principali punti di riferimento per la banca centrale americana, che continua a monitorare attentamente la velocità del processo disinflazionistico.


Sempre negli Stati Uniti, il mercato del lavoro sarà un altro elemento centrale. Il tasso di disoccupazione si era attestato al 4,4%, confermando una situazione ancora relativamente solida, mentre la crescita delle retribuzioni orarie annuali aveva raggiunto il 3,8%, indicando pressioni salariali ancora presenti. La dinamica dei salari è particolarmente importante perché rappresenta uno dei principali fattori in grado di sostenere l’inflazione nel medio periodo, influenzando direttamente le decisioni della Federal Reserve sui tassi.


Accanto ai dati su inflazione e occupazione, saranno monitorati anche gli indicatori anticipatori dell’attività economica, come il modello GDPNow della Fed di Atlanta, che aveva stimato una crescita del 4,2% nel quarto trimestre. Questa indicazione suggerisce una resilienza significativa dell’economia statunitense, nonostante le condizioni finanziarie più restrittive degli ultimi mesi. Parallelamente, le vendite al dettaglio avevano registrato un aumento mensile dello 0,6%, confermando la solidità della domanda interna, mentre i prezzi all’importazione erano cresciuti dello 0,4%, segnalando pressioni moderate dal lato dei costi esterni.

 

Europa: focus su PIL, occupazione e commercio

 

Sul fronte europeo, l’attenzione si concentrerà sulla crescita economica e sull’occupazione. Il prodotto interno lordo dell’area euro aveva mostrato un incremento trimestrale dello 0,3% e una crescita annua dell’1,3%, evidenziando un’espansione ancora moderata ma positiva. Allo stesso tempo, l’occupazione aveva registrato un aumento annuo dello 0,6%, confermando un miglioramento graduale del mercato del lavoro. Questi dati saranno fondamentali per valutare le prossime mosse della Banca Centrale Europea, che continua a bilanciare i rischi tra inflazione e rallentamento economico.


Nel Regno Unito, gli investitori analizzeranno i dati sulla crescita e sulla produzione industriale per valutare la solidità dell’economia britannica. In precedenza, la produzione manifatturiera aveva registrato una crescita del 2,1% su base annua, mentre la produzione industriale complessiva era aumentata del 2,3%, indicando un miglioramento dell’attività economica dopo una fase di debolezza. Tuttavia, l’incertezza legata alla domanda globale e alle condizioni finanziarie rimane un fattore di rischio significativo.

 

Cina: inflazione e prezzi alla produzione sotto osservazione

 

Anche la Cina sarà sotto osservazione, con la pubblicazione dei dati sull’inflazione e sui prezzi alla produzione. In precedenza, l’indice dei prezzi al consumo aveva registrato un incremento annuo dello 0,8%, mentre i prezzi alla produzione avevano mostrato una contrazione dell’1,9%, evidenziando pressioni deflazionistiche persistenti nel settore industriale. Questi dati saranno cruciali per comprendere la forza della ripresa della seconda economia mondiale e le possibili implicazioni per la domanda globale di materie prime.

 

Nel complesso, la settimana offrirà una panoramica completa sullo stato dell’economia globale, con indicatori chiave in grado di influenzare le aspettative sui tassi di interesse e sulle prospettive di crescita. Gli investitori continueranno a monitorare attentamente i segnali provenienti dall’inflazione e dal mercato del lavoro, che rimangono i principali fattori in grado di determinare la direzione delle politiche monetarie.


In questo contesto, eventuali sorprese nei dati potrebbero generare volatilità significativa sui mercati finanziari, influenzando azioni, obbligazioni e valute. La combinazione tra inflazione ancora sopra i target, crescita resiliente e mercato del lavoro solido suggerisce che le principali banche centrali manterranno un approccio prudente, valutando attentamente ogni nuovo dato prima di modificare l’attuale orientamento della politica monetaria.

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