Settimana in arrivo tra banche centrali, inflazione e primi segnali dal ciclo globale
- rizziandrea4
- 26 gen
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La settimana si apre con un’agenda macro densa e potenzialmente rilevante per il sentiment dei mercati, in una fase in cui gli investitori restano sospesi tra segnali di rallentamento ciclico e la necessità di capire se la stretta monetaria abbia davvero esaurito i suoi effetti. Il focus sarà distribuito tra politica monetaria, inflazione e indicatori anticipatori di crescita nelle principali aree economiche.
Banche centrali sotto osservazione
Il tema dominante resta quello delle banche centrali. Negli Stati Uniti, il mercato continuerà a confrontarsi con una politica monetaria restrittiva, con i Fed Funds fermi al 3,75%, mentre il rendimento delle aste sui Treasury conferma condizioni finanziarie ancora tese, con il titolo a 7 anni recentemente collocato intorno al 3,93%. A fare da bussola per le aspettative sulla crescita resta il GDPNow della Fed di Atlanta, che continua a indicare un ritmo di espansione annualizzato del 5,4% per il quarto trimestre.
In Europa, l’attenzione si concentrerà sulle comunicazioni della BCE e sui dati macro dell’area euro. Il PIL dell’Eurozona nel quarto trimestre è atteso in crescita contenuta, con una variazione trimestrale dello 0,2%, mentre il tasso di disoccupazione resta stabile al 6,3%, segnalando un mercato del lavoro ancora resiliente nonostante il rallentamento dell’attività economica. In Germania, il PIL trimestrale è atteso intorno allo 0,2%, dopo una fase di stagnazione che continua a pesare sulla fiducia delle imprese.
Inflazione e fiducia: segnali contrastanti
Sul fronte dei prezzi, i dati sull’inflazione continueranno a rappresentare uno snodo centrale. In Germania, l’inflazione annuale è attesa al 2,2%, in lieve rialzo rispetto al 1,8% precedente, mentre l’indice armonizzato dovrebbe confermarsi al 2,0%. Numeri che suggeriscono un percorso di disinflazione non ancora lineare, soprattutto nei servizi.
Anche gli indicatori di fiducia offriranno spunti rilevanti. L’indice IFO tedesco sulla fiducia delle imprese resta su livelli depressi, con una lettura recente di 88,3, solo marginalmente superiore al 87,6 precedente. In Italia, il tasso di disoccupazione mensile si è attestato al 5,8%, contro il 5,7% del mese precedente, segnalando una lieve perdita di slancio del mercato del lavoro.
Stati Uniti: lavoro, produzione e domanda interna
Negli Stati Uniti, il calendario macro proporrà una serie di dati utili per valutare la tenuta dell’economia. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione restano su livelli contenuti, con una lettura recente intorno a 202 mila, mentre le richieste continuative si collocano poco sotto 1,85 milioni, indicando un mercato del lavoro ancora solido ma in graduale normalizzazione.
Sul fronte dell’attività economica, gli ordinativi di beni durevoli hanno mostrato una variazione mensile positiva dello 0,5%, dopo una contrazione dell’1,3% nel mese precedente, suggerendo una domanda industriale ancora irregolare. Anche la produttività non agricola resta un punto di attenzione, con una crescita trimestrale del 4,9%, dato che continua a sostenere i margini delle imprese in un contesto di costi del lavoro più contenuti.
Asia e Cina: indicatori anticipatori
Dall’Asia, particolare attenzione sarà rivolta alla Cina, con la pubblicazione degli indici PMI. Il PMI manifatturiero si è attestato recentemente a 50,2, mentre il PMI non manifatturiero è salito a 50,8, livelli che indicano un’espansione marginale ma fragile. Il PMI composito resta poco sopra la soglia di crescita, a 50,7, confermando un quadro di ripresa ancora disomogenea.
Questi dati saranno osservati con attenzione dai mercati delle materie prime e dall’industria europea, vista la centralità della domanda cinese per il ciclo globale.
Energia e contesto macro-finanziario
Sul fronte energetico, il mercato continuerà a monitorare l’evoluzione delle scorte e delle dinamiche di offerta. Le scorte settimanali di petrolio negli Stati Uniti hanno mostrato recentemente un incremento di circa 3,6 milioni di barili, dato che contribuisce a mantenere alta la volatilità dei prezzi energetici in un contesto geopolitico ancora incerto.
Una settimana chiave per calibrare le aspettative
Nel complesso, la settimana in arrivo non sarà guidata da un singolo evento risolutivo, ma da una combinazione di dati che potrebbero ridefinire le aspettative su crescita, inflazione e politica monetaria. Con indicatori macro ancora contrastanti e banche centrali orientate alla prudenza, i mercati resteranno sensibili anche a variazioni marginali, confermando una fase in cui la lettura incrociata dei dati conterà più del singolo numero.