Il mare del denaro: dentro il mercato Forex da 9.500 miliardi al giorno
- rizziandrea4
- 2 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, il mondo muove più denaro di quanto molte economie producano in un anno. È il mercato del Forex, abbreviazione di foreign exchange, il più grande e liquido al mondo: secondo l’ultima indagine della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), nel 2025 lo scambio medio giornaliero ha toccato i 9,5 mila miliardi di dollari (9'500'000'000'000). Una cifra vertiginosa, che rende il Forex non solo il motore del sistema finanziario globale, ma anche il suo termometro più sensibile.
In nessun altro mercato si muove così tanto capitale in così poco tempo. Per dare un’idea delle dimensioni: il mercato azionario mondiale, sommando tutte le Borse del pianeta, genera ogni giorno circa 400–500 miliardi di dollari di scambi; quello delle obbligazioni globali si aggira intorno a 700–800 miliardi. Il Forex, da solo, vale quindi circa 7 volte la somma di azioni e bond.
Chi muove questo oceano di valute
Contrariamente a quanto molti pensano, non sono i piccoli speculatori o i trader online a determinare i flussi principali. Il mercato valutario è dominato da grandi istituzioni:
Banche centrali e governi, che intervengono per stabilizzare la propria moneta o per accumulare riserve.
Banche commerciali e d’investimento, che rappresentano la spina dorsale del mercato, agendo come intermediari tra i diversi attori. Le prime dieci banche mondiali coprono da sole oltre il 70% del volume globale.
Multinazionali, che scambiano valute per coprire (hedging) il rischio dei flussi commerciali e dei ricavi in diverse monete.
Fondi speculativi e asset manager, che operano per trarre profitto dai movimenti dei tassi di cambio, spesso sfruttando differenziali di rendimento tra i Paesi (le cosiddette strategie carry trade).
Infine, i trader al dettaglio, una minoranza numerica ma sempre più presente grazie alle piattaforme digitali.
In altre parole, il Forex è un mercato globale in cui i confini nazionali quasi scompaiono: un ecosistema interconnesso in cui la valuta è sia merce che misura del valore.
Perché si scambia denaro per altro denaro
A prima vista può sembrare assurdo: perché mai qualcuno dovrebbe “comprare dollari vendendo euro”, o viceversa, se entrambi sono solo mezzi di pagamento? In realtà, dietro ogni transazione valutaria si nasconde una motivazione economica precisa.
Copertura (hedging): un’impresa europea che esporta negli Stati Uniti teme che l’euro si rafforzi e riduca il valore dei suoi ricavi in dollari. Per proteggersi, vende in anticipo dollari e compra euro.
Arbitraggio: operatori sofisticati che sfruttano piccole discrepanze tra tassi di cambio in diversi mercati o piattaforme. Anche differenze di pochi millesimi di centesimo possono valere milioni, se ripetute migliaia di volte al giorno.
Necessità reale: turisti, importatori, governi e aziende che devono semplicemente cambiare valuta per le proprie attività.
Speculazione o investimento: chi cerca di anticipare le mosse delle banche centrali, le divergenze di crescita o le crisi geopolitiche, puntando sul rafforzamento o sull’indebolimento di una moneta.
Il risultato è un flusso continuo di transazioni in cui le motivazioni si sovrappongono: un mosaico di intenzioni che tiene viva la linfa dei mercati.
L’evoluzione negli ultimi anni
Negli anni Duemila il volume del Forex si aggirava intorno ai 1.500 miliardi di dollari al giorno. Nel 2010 era salito a 4.000 miliardi, nel 2016 a 5.100 miliardi, fino agli attuali 9.500 miliardi. In vent’anni, gli scambi si sono quindi quadruplicati.
Le ragioni di questa espansione sono molteplici. Da un lato, la globalizzazione e la crescita del commercio internazionale hanno reso indispensabili le conversioni valutarie. Dall’altro, l’esplosione dei mercati finanziari e l’avvento del trading elettronico hanno ridotto le barriere d’ingresso, moltiplicando la velocità e il numero di operazioni.
In più, il periodo post-pandemia ha visto un ritorno della volatilità valutaria, con il dollaro che si è rafforzato fino al +16% nel 2022 prima di indebolirsi, quando la Fed ha rallentato il ritmo dei rialzi. Ogni movimento dei tassi, ogni tweet politico, ogni dato macroeconomico genera ondate immediate di ordini, spesso nel giro di millisecondi.
La forza della liquidità
Ciò che rende unico il Forex è la liquidità: la possibilità di comprare e vendere enormi quantità di valuta senza alterare in modo significativo il prezzo. È un mercato anche over-the-counter (OTC), cioè decentralizzato, dove le transazioni avvengono 24 ore su 24, passando da Sydney a Tokyo, da Londra a New York in un flusso ininterrotto.
In condizioni normali, uno scambio da decine di milioni di dollari può essere eseguito in meno di un secondo con una differenza di prezzo quasi nulla. Questo livello di efficienza attira investitori di ogni tipo: chi cerca sicurezza, chi diversificazione, chi rendimento.
In un mondo in cui tutto ha un prezzo, anche il denaro stesso diventa un asset da scambiare. Il Forex non è solo un mercato: è il linguaggio con cui il mondo misura fiducia, potere e aspettative. Ogni giorno, 9.500 miliardi di volte.

