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Settimana densa di appuntamenti macro: inflazione, PMI e Fed sotto osservazione

  • rizziandrea4
  • 29 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

La settimana che si apre si colloca in un momento delicato per i mercati finanziari, sospesi tra il rallentamento dell’attività economica globale, segnali ancora contrastanti sull’inflazione e l’attesa di capire quando e con quale intensità le principali banche centrali potranno permettersi un allentamento della politica monetaria.

 

Dopo un finale d’anno caratterizzato da volumi ridotti e da un clima ancora favorevole agli asset rischiosi, l’agenda macro dei prossimi giorni potrebbe riportare l’attenzione sui fondamentali, con una serie di dati in grado di incidere sul sentiment, soprattutto su tassi, valute e materie prime.

 

Asia: la Cina resta il primo test della settimana

 

L’attenzione si concentrerà innanzitutto sull’Asia, dove arriveranno diversi indicatori chiave dalla Cina. In particolare, i PMI ufficiali e Caixin offriranno una fotografia aggiornata dello stato dell’economia cinese, sia sul fronte manifatturiero sia su quello dei servizi.

 

Negli ultimi mesi Pechino ha mostrato segnali di stabilizzazione solo parziale, con la domanda interna ancora fragile e il settore immobiliare lontano da una vera ripresa. Un miglioramento dei PMI potrebbe rafforzare le aspettative di una crescita più solida nel primo trimestre, mentre dati deboli riaprirebbero il dibattito su nuovi stimoli fiscali e monetari da parte delle autorità cinesi.

 

Sempre in Asia, i dati sui prestiti bancari di Singapore e gli indicatori monetari di alcune economie emergenti offriranno spunti utili per valutare la tenuta del credito in un contesto di tassi ancora elevati.

 

Europa: inflazione e attività economica al centro

 

In Europa la settimana sarà dominata dal tema inflazione e dall’andamento dell’attività manifatturiera. In arrivo le prime letture dei prezzi al consumo in Spagna, insieme agli indici armonizzati, che rappresentano uno dei principali termometri per la dinamica inflazionistica dell’area euro.

 

Negli ultimi mesi la disinflazione è proseguita, ma in modo irregolare, e qualsiasi sorpresa potrebbe influenzare le aspettative sui prossimi passi della Banca Centrale Europea. Un dato ancora in rallentamento rafforzerebbe l’idea di tassi stabili per un periodo prolungato, mentre segnali di rigidità riaprirebbero interrogativi sul timing di eventuali tagli.

 

Sempre sul fronte europeo, grande attenzione ai PMI manifatturieri di Francia, Germania, Italia e area euro. Questi indicatori restano cruciali per valutare se l’economia del Vecchio Continente stia finalmente toccando un punto di minimo ciclico o se la fase di debolezza sia destinata a protrarsi.

 

Negli ultimi rilevamenti, l’area manifatturiera ha continuato a muoversi in territorio di contrazione, segnalando una crescita ancora fragile e fortemente dipendente dalla domanda estera.

 

Stati Uniti: Fed, mercato del lavoro e immobiliare

 

Negli Stati Uniti, il focus si concentrerà su una combinazione di dati macro e appuntamenti di politica monetaria. Il primo snodo chiave sarà rappresentato dalla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del FOMC, un documento che gli investitori analizzeranno in cerca di indicazioni sulla direzione futura dei tassi e sul grado di fiducia della Federal Reserve nel processo di disinflazione.

 

Le parole della Fed restano centrali in una fase in cui il mercato continua a interrogarsi sulla tempistica di un eventuale allentamento monetario, soprattutto dopo una serie di dati macro contrastanti.

 

Sul fronte macroeconomico, particolare attenzione andrà al mercato del lavoro, con le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Negli ultimi mesi questo indicatore ha mostrato segnali di raffreddamento graduale, senza però evidenziare un deterioramento marcato, confermando una resilienza che continua a sostenere i consumi.

 

Anche il comparto immobiliare resterà sotto osservazione con i dati sulle vendite di case e sui contratti pendenti, fondamentali per valutare l’impatto dei tassi elevati sulla domanda di abitazioni.

 

Petrolio, scorte e posizionamento degli investitori

 

Sul fronte delle materie prime, l’attenzione sarà rivolta ai dati sulle scorte di petrolio negli Stati Uniti, un appuntamento sempre rilevante per i movimenti del greggio, soprattutto in una fase in cui il mercato resta sensibile a ogni segnale di squilibrio tra domanda e offerta.

 

A completare il quadro arriveranno anche le posizioni speculative della CFTC su valute, indici azionari e commodity, un indicatore utile per comprendere come si stanno muovendo gli investitori istituzionali e se il posizionamento di mercato risulti eccessivamente sbilanciato.

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